…di ricorrenze

Il 17 febbraio di un anno fa ero seduta nello studio del primario di nefrologia che in modo onesto e sincero mi comunicava di iniziare a pensare che papà aveva ancora circa un mese di vita

Sino al momento di entrare in studio non ne avevo una grande considerazione a livello umano, invece in quel momento é stato empatico, non sdolcinato, non freddo, ma come ho scritto prima onesto. Ricordo quasi ogni parola, il condividere dell’esperienza di suo padre ” siete stati fortunati il papà sa ancora chi siete, godetevi queste settimane”.

Iniziò il nostro lutto.

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…di Febbraio

É arrivato febbraio.

Il lungo mese del ricordo.

Esattamente oggi, un anno fa, il mio papà veniva ricoverato ed iniziava il suo lungo mese di agonia.

Noi iniziavamo i nostri viaggi, le ore nei corridoi, sulla sedia, i caffè al bar dell’ospedale, gli scambi di giornali.

La doccia fredda da parte del primario.

Iniziate a pensarci.

Io ero sola e ricordo di aver fatto il viaggio di ritorno piangendo, quando sono arrivata a casa di mio fratello per dirglielo l’ha capito da solo, bastava guardarmi in faccia.

Febbraio è stato per i primi quindici giorni speranzoso e per gli altri una lunga attesa di ciò che sarebbe stato inevitabile.

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…di stupori stupefacenti

Le lunghe ore precedenti che hanno provocato la reazione stupefacente del titolo è una di quelle cose che avrebbero potuto concludersi in una bella lite.

A dire il vero l’abbiamo sfiorata, ma abbastanza di striscio e senza troppe conseguenze.

Grazie alla mia faccia di m…a la situazione si è appianata ed anzi sono stata la protagonista del ritrovamento impossibile di un foglio a cui Estraneo teneva molto.

Perciò dopo la domanda stizzita del perché io non sapessi dove fosse questo foglio nonostante fossi stata fuori tutto il giorno e scocciato che non possedessi il dono della veggenza.

Dopo aver litigato con suo padre che cercava di ripercorrere con lui le tappe dei suoi movimenti precedenti la scomparsa.

Ecco che indossando il mio miglior tono accondiscendente mi approccio con timore ( solo per gli oggetti presenti sulla sua superficie) alla sua scrivania, ma ritrovarlo lì sarebbe stato banale.

Nel momento del ritrovamento in un posto davvero quasi impossibile lui afferma solamente che non vuole nemmeno pensare a come sia finito li.

Mentre sventolavo tronfia il foglio, gli dico che minimo deve rifarsi il letto al mattino per almeno una settimana, pronunciandolo più come un desiderio che come una vera proposta anche se l’idea di non vedere il piumone penzolare giù dal bordo sarebbe bello.

Beh…

Lo sta facendo.

Il letto.

Di mattina prima di uscire.

Non ho idea se stia segnando i sette giorni, però é stata una vera sorpresa.

Stavolta son rimasta stupita davvero.

Sto pensando a cosa gli potrei nascondere per poi ritrovarlo…

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