…di bugie

Quando da piccoli iniziamo a frequentare la Chiesa, il primo peccato da confessare sono le bugie.

Quando invece a dire una bugia grossa come una casa è il prete?

Lui la confesserà la sua bugia?

Al funerale di mio suocero il prete durante la sua omelia, tutto sommato abbastanza in linea con lo stile asciutto di un certo tipo di clero, ha voluto strafare.

Non si è fermato a dire che era un parrocchiano fedele, cosa verissima, no ha voluto aggiungere che anche domenica scorsa era in Chiesa come sempre.

Peccato solo che erano mesi che purtroppo non poteva recarsi a Messa e che domenica fosse allettato in casa di riposo e sfinito nelle forze.

Mi hanno detto di avermi vista cambiare colore, certo l’incazzatura che mi è salita la potete immaginare.

Poi si chiedono come mai la gente si allontana dalla Chiesa, per uno bravo e vicino alla gente ce ne sono almeno dieci che sono falsi ed interessati solo ad avere un ritorno personale.

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…di radici

…e poi succede che un albero di famiglia inizia ad avvizzire.

La radice inizia a perdere forza e poi cede.

Ciao uomo forte, insieme al mio papà proteggi i tuoi figli ed i tuoi nipoti.

…di 67

67 non sono gli anni di cui sono invecchiata precocemente in questi sei anni di scuole superiori, ma il voto di maturità.

Obiettivamente calcoli alla mano puntavamo su di un basico 65, perciò questo 67 è stato quasi una sorpresa.

Il mio punto di vista:

Il voto rispecchia l’impegno  di questi anni, un percorso scolastico svogliato, ridotto al minimo indispensabile ed a volte nemmeno quello, mediocre ed a tratti persino imbarazzante.

Il fatto che abbia preso lo studio dell’esame di maturità con più impegno ha solo una volta in più sottolineato la sua superficialità. Non si ottengono i risultati impegnandosi all’ultimo momento.

Un voto che non rispecchia la sua intelligenza, ma il mancato impegno sì ed anche molto bene.

Il SUO punto di vista:

Un po’ è rimasto male, si aspettava almeno un 70, aveva fatto i suoi calcoli, puntava molto sulla prima prova, invece l’esterna di italiano ha affossato alla minima sufficienza la sua prova. L’ho visto effettivamente un po’ deluso e forse con un pizzico di rimpianto, ma non lo posso giurare.

La sua chiosa finale è stata che di sicuro non potrà fare domanda per entrare nelle poste, visto che il minimo richiesto è 70.

Ovviamente mi sono trattenuta dal conficcare ancora più pesantamente il coltello nella piaga dicendogli che molte altre porte saranno precluse con una così banale prova d’esame, ma la gioia della fine di questo incubo ha preso il sopravvento.

Abbiamo stappato la nostra bottiglia, io e marito ci siamo fatti una golata a canna liberatoria e poi abbiamo continuato con il nostro apericena in famiglia.

Divertente come ancora adesso incroci altre mamme post maturità e gioiamo felici per la fine degli studi.

E’ finita.

Finalmente.