… di insonnie

Ultimamente non dormo benissimo, di solito andavo a letto tardi, anzi tardissimo appunto per poter fare una tirata unica sino al suono della sveglia.

Quando mi sveglio per almeno un’ora non c’è verso di riprendere il sonno.

A nulla vale rimanere in posizione da dormiente, ogni tanto leggo a volte guardo il cell, poi mi alzo faccio un giro e ritorno ed aspetto di nuovo il sonno.

Sono ore buche di notti lunghe.

Mi ha sempre infastidita svegliarmi dal sonno, che i nuovi anta siano precursori anche di questo fastidio oltre a quelli articolari?

Come si cambia, il tempo scorre e se pur impercettibile i cambiamenti arrivano senza poter far nulla.

… di stare

Dopo un lutto la domanda più frequente è “come stai?”

Non lo so come sto.

Non c’è quella profonda tristezza e mancanza di cinque anni fa, c’è serenità, ma nello stesso tempo è rimasto del sospeso.

Sento con più rilassatezza le ambulanze che transitano con le sirene, una delle mie paure era che una di queste ambulanze di passaggio fosse diretta da lei e riuscissero ad avvertirmi solo dopo.

Non considero più gli squilli dell’ormai inutile linea fissa, era rimasta solo lei a chiamare, ormai sono rimasti solo i call center ed I testimoni di Geova.

Le decisioni sulle sue cose sono state approvate senza nessun problema da mio fratello e perciò tutto è lasciato in mia gestione con tranquillità.

Eppure come sto?

Non lo so.

Caratterialmente non sono una che si strappa i capelli e va in crisi o esibisce la lacrima facile, ma non sono così forte e quello che mi spiace è che anche chi è vicino a me pensa invece che lo sia.

La mia me scazzata e silenziosa è presa per lunatica, non è contemplato valutare il fatto che forse mi sento triste seppur non in modo plateale.

Non dovrei mettere dei cartelli, chi mi è vicino forse dovrebbe capirlo.

Ma tu se non lo dici gli altri come fanno a capire, non hanno la sfera magica.

No, ma io sono stanca di parlare di me.

Ecco come sto.

Stanca di spiegare.

Ciao mamma

Passo su queste pagine dopo moltissimo tempo per imprimere una tacca di vita.

La mia mamma è mancata ieri sera, il suo tempo era arrivato e lei che spesso diceva di voler andare nella casa dopo la ferrovia era stanca.

Una strana serenità mi ha avvolta, la certezza di aver fatto quello che potevo, di esserci amate in un modo a volte incompreso, ma di averci fatto pace.

Ciao mamma e non iniziare subito a rompere le balle al papà.

… di paradossi

Sto vivendo un paradosso.

Glitter girl questa settimana ha glitterato, l’attenzione a scuola ha avuto uno sbandamento.

Il guardiano ed ascoltatore di oggi pomeriggio è stato il giovine adulto ex estraneo.

Il quale ha perculato la sottoscritta alla fine di uno scambio di messaggi sull’attività scolastica casalinga di GG con un “eh che sbatti avere figli”😅

Eh già ne sappiamo qualcosa giusto?

Tenero il suo tentativo di mettere in guardia GG, la mamma non la freghi, la furbata che pensi di fare, l’ho già fatta io e perciò ti sgamano subito.

… di piccole incredulità

Nei primi giorni di settembre sono state emanate in via personale le nuove liste della prima classe scuola secondaria di primo grado.

Capiamoci meglio, la prima media.

Ore7, 09 si scopriva la sezione leggendo l’aggiornamento del registro elettronico.

Ore 7,28 veniva creato il primo gruppo whatsapp di una delle tre sezioni.

Ore 10,14 veniva creato il secondo gruppo whatsapp della seconda sezione.

Ad oggi dopo una settimana non esiste ancora il terzo gruppo whatsapp.

Noi facciamo parte di esso e mi sembra che sia meraviglioso questo starsene buoni e tranquilli ad aspettare gli eventi del 14 settembre al buio. Senza chiacchiere sul niente.