…di capacità

Il dono, quasi sempre maschile, di essere a tavola ed estraniarsi meglio di un monaco buddista.

Non recepire le guerre che si scatenano per un aggettivo in più.

Mangiare tranquilli, salvo poi uscirsene con: … Ma cosa è successo? Non ho seguito…

Il tavolo non è medievale, é lungo un metro e dieci.

E tu rosichi e taci perché tanto a cosa serve? Ma invidi questa innata capacità di chiudere fuori il mondo.

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… di lui che si è evoluto

All’inizio era Prince, il piccolo principe che allietava i nostri sogni di genitori con bei voti e buone maniere.

Come un gormita si evolse in estraneo, un essere rancoroso che raschiò il fondo dell’impegno scolastico e che mise seriamente in pericolo la mia stabilità emotiva.

Già da un po’ c’è stato il cambio marcia, si è usciti dal tunnel.

Un po’ di autoironia è entrata in circolo, i modi di fare pur rimanendo sul filo sono certamente più affabili.

Dopo tremila colloqui di lavoro è arrivato quello che ti rende felice anche solo a fare mesi in prova.

La prospettiva che si possa giungere ad un contratto più lungo è tangibile, ma per adesso godiamoci questo momento in prova.

Ciao giovane adulto, benvenuto in casa.

…di parti “giuste”

Più che le europee, sono state le elezioni comunali a fare appassionare l’Agry famiglia.

Uno scontro iniziato da quasi cinque anni con esagerazioni da parte di uno schieramento a livello di stalkeraggio social.

Nascondendosi dietro la parola giornalista l’arroganza e la maleducazione hanno tartassato spesso senza motivo il sindaco in carica

Arrivato il momento urne, il feroce oppositore si è candidato sicuro di vincere ed invece ha preso una batosta senza eguali.

Il fatto davvero fastidioso è che le persone che non hanno creduto in lui sono additate come ignoranti.

Questa è una cosa che non sopporto.

Quanta arroganza c’è nel giudicare il voto delle altre persone? Questo in ogni contesto, perché la “tua” idea dev’essere forzatamente quella giusta? Potrei dire la stessa cosa, ma per me esiste il rispetto dell’idea diversa e della libertà di poterlo dire senza essere tacciata di ignoranza.

Pochi sono stati “signori’ nell’ammettere una sconfitta politica con dignità, altri solo a piagnucolare.

…di autostima

La ragazzina ha vinto il bando di concorso scolastico.

La sua frase rimarrà ad imperatura memoria come logo dell’istituto o ad almeno sino al prossimo eventuale concorso.

Una botta di autostima per lei e di orgoglio per noi.
La semplicità di cinque parole più una virgola scritte di getto su di un pezzetto di carta che racchiudono però un grande significato.

La targa luccicante con nome e cognome che campeggia nel salotto di casa e lei che fa il balletto della vittoria sono momenti che rimarranno nei nostri occhi.

Ragazzina, con gli altri umiltà a casa invece vanità a mille.