…di musiche

Sto sistemando la usb della Fr@, babbo natale le ha portato una radio portatile da usare in vacanza.

Emma, Caparezza, Sfera Ebbasta, Coez, The giornalisti, Irama, Francesca Michielin, Baby K, Calcutta, resiste la sezione baby dance.

Beata gioventù!

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…di letture

Finita la baraonda natalizia, in attesa di quella di fine anno ci possiamo considerare in ferie.

Inframmezziamo i compiti scolastici con letture piacevoli. Io e la Fr@ quest’anno ci siamo ben sistemate.

Buona lettura…

…di sgridate bipolari

Una simpatica immagine usata da un’amica come stato di WhatsApp mi ha fatto ridere e nello stesso tempo immedesimare.

Esattamente così.

Per dover di cronaca ammetto che con il passare del tempo il t-rex nascosto in me a volte salta fuori anche in pubblico, ma di solito é la conseguenza dell’ennesima chiamata e di una risposta non propriamente gentile e perciò l’embolo parte in automatico.

Normalmente ho molto auto controllo e l’occhiata torva basta a far desistere ogni azione successiva, oppure una volta agguantata la manina e stringendola leggermente più del normale, con il sorriso aggiungere che il discorso continuerà a casa basta a far capire alla malcapitata che la situazione è a rischio urla.

Proprio quest’anno in vacanza ho marcato il territorio sul diritto di sgridare mia figlia senza interventi estranei.

Mentre stavo rimproverando la Fr@ (più in modalità spiegone, che urla) una sconosciuta si intromette dicendo che non l’aveva fatto apposta, alla prima faccio finta di niente, alla seconda le faccio notare che sono libera di spiegare a mia figlia un suo errore senza che nessuno al di fuori della nostra famiglia si intrometta.La signora, con forse qualche bolla non allineata se ne va’ offesa e ci libera della sua presenza logorroica del dopo pranzo, visto che aveva attaccato bottone con molte persone presenti nel prato.

La kattiva ragazza che giace in me ha esultato perché qualche anno fa non avrei mai avuto coraggio di cerchiare il mio territorio, mi sarei allontanata invece ho tenuto la posizione e sció scocciatori.

… di finali.

La fine di queste vacanze ha visto il rafforzarsi delle amicizie vacanziere. Il nostro gruppo “giovane” del quartiere di piazzola ha trovato la consacrazione nell’aver lo scambio di Cell e il gruppo WhatsApp per tenersi aggiornati sulle nostre presenze o anche solo un saluto.

Amicizie tranquille e rispettose degli altrui spazi senza sentirsi obbligati di fare le stesse cose insieme.

É assodato che quando si improvvisa é tutto più naturale e divertente.

Ieri sera quello che doveva essere un semplice aperitivo di fine vacanza é diventato un’apericena con i sacri crismi con tutto e di più creato con fantasia svuotando i nostri frigoriferi, pasta finale piccantina e pinzimonio rinfrescante e sgrassante.

Bottiglie di prosecco a svolgere il difficile compito di idratare la felice compagnia.

Oggi giornata di bagagli per tutti.

I bambini hanno già i musoni lunghi perché la libertà di movimento che hanno qui a casa non c’è.

Io sono dispiaciuta, perché il non avere orari mi piace, ma nello stesso tempo ho anche voglia della mia routine quotidiana.

Sono state vacanze sportive, belle camminate a volte forse un po’impegnative per il mio fisico poco allenato, ma sono contenta di non aver ceduto alla pigrizia e di arrivare con orgoglio al bancone della palestra con la fierezza di aver mantenuto il monito di essere attiva.

… Di camminate

La prevista routine camminata mattutina con relativi esercizi gambe ed addominali é stata un po’abbandonata, ma solo perché sono subentrate le camminate quelle vere.

Le escursioni montane verso mete quasi d’obbligo per chi viene in questa valle da tanti anni.

Negli anni passati non ho mai anelato a poggiare il piede sulle quote di arrivo, ma quest’anno con anche la fr@ brontolosa camminatrice (alla sua età lo sarei anch’io), abbiamo preso un buon ritmo ed il nuovo Cell segnala sempre gli oltre diecimila passi consigliati ed in più di un’occasione anche il doppio.

La preparazione del vestirsi con l’abbigliamento tecnico, armeggiare con gli scarponi per trovare la giusta tensione delle stringhe. Ricontrollare gli zaini. Fermarsi nel negozietto a comprare i viveri . Arrivare alla base, parcheggiare, preparare i bastoni da camminata ed iniziare con passi corti e regolari a salire.

Lentamente sentire il cuore che aumenta di pulsazioni, il respiro che diventa corto. Fare delle piccole pause. Godere della pace, del silenzio, del panorama.

Maledire sé stesse per aver scelto quella meta nei momenti in cui ti trovi con i piedi in due conche, le braccia puntate a tenere equilibrio e maledici la mancanza di un terzo appoggio gamba o braccia che sia.

Nei momenti in cui recuperi un po’di respiro giocare a ” é arrivato un bastimento carico carico di …”

E poi arrivi… Dopo due ore (di solito ed a volte anche di più) arrivi alla meta e ti guardi intorno,il respiro si normalizza, la maestosità della montagna occupa il tuo orizzonte e tu puoi solo inchinarti di fronte a tanta bellezza e sentirti piccolo, ma fortunato di poter godere di questi momenti.