…di capacità

Il dono, quasi sempre maschile, di essere a tavola ed estraniarsi meglio di un monaco buddista.

Non recepire le guerre che si scatenano per un aggettivo in più.

Mangiare tranquilli, salvo poi uscirsene con: … Ma cosa è successo? Non ho seguito…

Il tavolo non è medievale, é lungo un metro e dieci.

E tu rosichi e taci perché tanto a cosa serve? Ma invidi questa innata capacità di chiudere fuori il mondo.

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…di viaggi che ritornano

La vita che ti fa pagare pegno.

Una bella festa, la Prima Comunione della Fr@, tutti felici e divertiti.

La gioia non è durata nemmeno una settimana che ti arriva subito il conto.

Il pagamento é certo, non si fanno sconti.

Ma vaffanculo.

…di estranei

Ormai posso quasi affermare che la faccenda Estraneo non è più una cosa adolescenziale,tunnel, malattia esantematica e tutta quella bella roba lì psicologica.

No.

Attualmente é semplicemente ed evidentemente caratteriale.

Quindi ‘na merda!

Con questa nuova consapevolezza ed un bicchierino di Porto brindo al mio nuovo equilibrio mentale.

Sü da doss.

…di doloretti

Quando arrivi alla sera e quello di cui senti l’assoluta necessità é la tua sciarpona ad avvolgerti collo e parte di spalla, ti ricordi delle parole della tua mamma: arriveranno anche per le te le primavere.

Sì mamma, per fortuna le primavere continuo a contarle ed anche tu.

Oggi più che le primavere mi sento gli inverni addosso.

Vorrei uno scafandro caldo e massaggiante in cui chiudermi.

… di : va tutto bene

Quando ci sono dei momenti in cui ti sembra che le discussioni siano poche…

Quando guardi di sguiscio il registro elettronico e lo vedi verde…

Quando non vedi calzini abbandonati vicino al letto…

Pensi di essere stata spostata in una realtà parallela.

Perciò potete immaginare il sollievo quando appaiono due punti rossi sul registro, quando il tuo naso segugio sente e scopre i calzini incastrati in fondo al letto ed ovviamente in seguito a questa scoperta parte anche una discussione sui doveri, sì lo so che é fiato sprecato, lui ha ben presente solo i suoi diritti, ma lo faccio per poter essere onesta con una sua futura compagna.

Se un giorno arriverà lei che si lamenterà, io potrò dirle con la massima onestà che ho fatto tutto ciò che era in mio potere, ho fatto il possibile, ma il risultato non c’è stato.

L’ultimo pensiero va’ alla scuola. Questo enorme peso che soffoca lui e noi.

In questi giorni doveva preparare la relazione sull’esperienza di scuola-lavoro, da consegnare dopo tre giorni dall’inizio scrittura (e non crederò mai, nemmeno mi dovessero togliere Netflix che lui ha saputo solo adesso quando doveva consegnarla, ha semplicemente rimandato all’ultimo momento).

Ho letto per caso le ultime sei righe, poi ho suggerito a marito di dare un’occhiata e di fare ciò che credeva giusto.

L’ha fatto.

Si é messo una mano sul cuore ed una sulla coscienza di padre e l’ha aiutato (sì in quinta ancora a fare una relazione con papà a fianco) ad usare Office e a rendere la relazione leggibile visto che dovrà essere presentata anche all’esame di maturità.

Non era cosa c’era scritto, ma come.

Fate una prova: scrivete una frase e traducetela con traslate, non importa quale lingua, poi ritraducete in italiano, ecco l’effetto si avvicina a ciò che ho letto sul PC.

Ormai dopo tutti questi lunghi anni mi stupisco quando le cose sono normali, ripenso con tenerezza a quella mamma ingenua che comprava libretti educativi e giochi intelligenti, che usciva tronfia di orgoglio dai colloqui della scuola primaria, allora lei non lo sapeva che poteva anche risparmiarseli quei soldi, non sapeva quanto potessero puzzare dei calzini abbandonati e nascosti in camera.