…di unagioia

Successe ormai tanti anni fa con l’allora piccolo Prince.

La storia di ripete con la Fr@, in quinta scuola primaria è arrivata una nuova maestra.

Autorevole ed a tratti intrasigente e severa, ma subito amata dai bambini e da me.

Di altre mamme non posso dir nulla, perchè avendo orari diversi mi salvo dal crocchio che si forma davanti al cancello scolastico, ma alcune si sono trovate spiazzate perchè non accetta più fotocopie di pagine di quaderni dimenticati a scuola e recuperati tramite whatsapp, non accetta più compiti non svolti “perchè non ho capito, l’abbiamo spiegato in classe se non avevi capito me lo dicevi”

L’obbiettivo è renderli responsabili.

Quello che la precedente insegnante non è riuscita o non ha voluto fare nei tre anni precedenti, perchè urlare a caso ha solo fatto capire alla classe che “tanto urla sempre”.

Questa nuova insegnante invece fa sentire il peso della sua autorevolezza e già in un mese di scuola, parole delle altre insegnanti di classe, il gruppo è cambiato.

Sarà un anno bellissimo.

… Di misurare l’amicizia

In quinta elementare uno dei metri di misura per l’amicizia è la sim del cellulare.

Se nel cell riciclato dei genitori (oppure nuovo) c’è la sim si è tanto amiche, perché ci si messaggia, si entra nel gruppo whatsapp della classe dei bambini, ci si mandano vocali.

Se non hai la sim… Beh quando te la comprano?

Piccola osservazione :nessuno di questi moderni e giovani genitori era presente lo scorso anno all’incontro sul cyberbullismo.

Però hanno i figli con la sim.

…di quinta

Fr@ ha inziato la quinta classe della scuola primaria.

Lo zaino con la Barbie ha lasciato il posto ad un invicta più capiente, l’astuccio non più a tre cerniere, ma una sola, abbinato allo zaino, il diario in formato piccolo, il grembiule lungo lungo.

Questo è l’ultimo anno di bambinità.

Il primo giorno di scuola le classsi quinte hanno preso per mano i primini e li hanno accompagnati nella classe. Un bellissimo momento di accoglienza per chi inizia adesso il percorso scolastico.

Loro che adesso sono “quelli della quinta” vengono guardati dagli altri con ammirazione.

Buon anno Fr@

… di Babbo Natale che saluta

Ne avevamo già avuto il sentore.

L’aveva accennato durante una camminata, ma era presente un bimbo più piccolo ed avevo tagliato corto il discorso.

Ieri in auto, di ritorno da una gita, era seduta nel sedile posteriore in compagnia di un’amica più grande. Ho colto il momento che ne parlavano tra di loro apertamente e così ho preso l’occasione

Fr@, ma allora ormai non credi più a Babbo Natale? Lei mi ha sorriso ed ha risposto che no ormai lo sapeva che eravamo noi, ma però voleva continuare a fare la letterina.

Il suo unico dubbio era che lei aveva sentito scampanellare la slitta, rivelato anche tutto il sistema audio per inscenare l’arrivo della slitta si è persuasa del tutto ed ha manifestato la voglia di avere anche lei una caccia al tesoro come avevamo organizzato a suo fratello.

Il saluto ufficiale a Babbo Natale è arrivato senza grandi traumi o lacrime. La perspicacia femminile ha reso tutto molto indolore.

Ciao Santa Klaus è stato bello averti avuto con noi ancora per molto anni, vai a fare felici altri bambini.

…di autostima

La ragazzina ha vinto il bando di concorso scolastico.

La sua frase rimarrà ad imperatura memoria come logo dell’istituto o ad almeno sino al prossimo eventuale concorso.

Una botta di autostima per lei e di orgoglio per noi.
La semplicità di cinque parole più una virgola scritte di getto su di un pezzetto di carta che racchiudono però un grande significato.

La targa luccicante con nome e cognome che campeggia nel salotto di casa e lei che fa il balletto della vittoria sono momenti che rimarranno nei nostri occhi.

Ragazzina, con gli altri umiltà a casa invece vanità a mille.