… di finali.

La fine di queste vacanze ha visto il rafforzarsi delle amicizie vacanziere. Il nostro gruppo “giovane” del quartiere di piazzola ha trovato la consacrazione nell’aver lo scambio di Cell e il gruppo WhatsApp per tenersi aggiornati sulle nostre presenze o anche solo un saluto.

Amicizie tranquille e rispettose degli altrui spazi senza sentirsi obbligati di fare le stesse cose insieme.

É assodato che quando si improvvisa é tutto più naturale e divertente.

Ieri sera quello che doveva essere un semplice aperitivo di fine vacanza é diventato un’apericena con i sacri crismi con tutto e di più creato con fantasia svuotando i nostri frigoriferi, pasta finale piccantina e pinzimonio rinfrescante e sgrassante.

Bottiglie di prosecco a svolgere il difficile compito di idratare la felice compagnia.

Oggi giornata di bagagli per tutti.

I bambini hanno già i musoni lunghi perché la libertà di movimento che hanno qui a casa non c’è.

Io sono dispiaciuta, perché il non avere orari mi piace, ma nello stesso tempo ho anche voglia della mia routine quotidiana.

Sono state vacanze sportive, belle camminate a volte forse un po’impegnative per il mio fisico poco allenato, ma sono contenta di non aver ceduto alla pigrizia e di arrivare con orgoglio al bancone della palestra con la fierezza di aver mantenuto il monito di essere attiva.

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…di post-Natale

Oggi oltre a fare gli auguri ad Estraneo, la giornata è dedicata al dopo regali, al dopo pranzo, al dopo chiacchiere.

Ieri il momento pranzo era inziato un po’ in salita, mio padre da circa un anno non esce più di casa, ha avuto problemi alle gambe e pur se ormai la fase acuta è passata gli è rimasta una totale assenza di voglia di socialità legata anche al crollo fisico e mentale di qualche anno fa.

Passando le ore si è ripreso ed è stato di compagnia, mangiando e parlando seppur con una assenza tangibile dell’uomo che era un tempo e che sempre mi provoca un dolore al cuore quando ci penso.

Il pranzo l’ho servito in modo abbastanza veloce proprio per non fargli pesare troppe ore fuori dalla sua casa, tutte portate classiche che hanno accontentato palato e problemi gastrici dei “giovanotti” di  famiglia.

La Fr@ era la principessa della casa, lei è stata la marcia in più di questi nonni che in tre raggiungono 250 anni, presa dai regali ricevuti da questo Babbo Natale  generoso si è lasciata anche coccolare ed ha fatto ridere i nonni come bambini.

Estraneo è comunque il ragazzo di casa, l’imminente uomo di famiglia, il nipote grande che supera in altezza i nonni.

I regali son stati tutti belli ed apprezzati, persino gli abiti presi ad Estraneo son stati una scommessa, ma a quanto pare nonostante le numerose litigate siamo ancora sulla stessa lunghezza d’onda e lui ne è stato felice.

La Fr@ ha ricevuto tra i molti doni anche il regalo inaspettato di una “nonna” acquisita, un classico, anzi un classicino  che ogni bambina dovrebbe avere nella sua piccola biblioteca personale, un libro che la farà divertire ed emozionare e le farà sognare di essere ogni volta una delle quattro sorelle diverse.

C’è stata la sorpresa di capire di essere apprezzati da una conoscenza che pensavamo ancora superficiale, ci ha lasciato un po’ spiazzati. Ci sono stati momenti in cui abbiamo raffreddato molto alcuni scambi umani e questa occasione ha un po’ sciolto la patina di diffidenza che si era formata.

Anche questo è Natale.

…di topi e di barche figurative

Serie di messaggi uozzapp con amiche, culminati con una foto di un topo stecchito.

A1-Era in ditta, nel magazzino

A2-che schifo!

A2-bleah!

Agrimonia guarda…pensa…ride e scrive.

– Meno male che ci sono ancora i topi, di solito se la nave affonda se ne vanno.

A1 – A2 ahahaha vero brava

E meno male che la cazzara che è in me non mi abbandona mai.

🙂

…di incontri finalmente

Mammaoggi(non)lavora di passaggio per la pianura è stata placcata dalla sottoscritta, quasi a metter un’ ipotetica sbarra da non oltrepassare se prima non fosse stato consumato un pranzo insieme.

Occasione da cogliere al volo visto la distanza tra noi compagne di merende, di ore e ore di conversazioni su skipe, di esperimenti linguistici con google translate che tanta soddisfazione ci ha dato e risate in abbondanza, di obbrobri da digitazione sulla tastiera a volte incomprensibili anche a me che scrivevo, ma perfettamente chiari a lei. Ironica, intuitiva e sagace, una pensa e l’altra finisce la frase e tutto alla fine anche l’argomento più pesante e serio trova una chiusa finale positiva e sdrammatizzante.

Così è stato, con tutta la sua bella famiglia, con la Minima che elargiva sorrisi a due denti a tutti e che si è lasciata coccolare da questa zia virtuale.

Gli abbracci infiniti e l’emozione di vederci dal vivo mi ha inumidito gli occhi “non farmi piangere che non ho il mascara watherproof” le ho detto e ci siamo strette di nuovo.

Gli occhi limpidi e vivaci dei suoi ragazzi e il suo Uomo che è vera roccia.

Ti voglio bene, ma proprio tanto.