… Di connessioni

Dopo aver valutato ed aver messo paletti, alla fine la sospirata sim per la Fr@ è arrivata.

Google sarà invasivo e che vuol sapere tutto di noi, ma in questi casi attiva un parental control che è una bomba.

Ciò non toglie che la lettura diretta e ascolto dei vari messaggi è fondamentale. Il controllo stretto ed il rinnovo quasi giornaliero di varie raccomandazioni è necessario.

In questi giorni gira una circolare di una x scuola in cui la dirigente scolastica consiglia ai genitori di applicare un controllo sull’app tik tok, usata molto dai giovanissimi, perché pare che alcuni pedofili abbiano cercato di adescare i bambini.

Ma davvero? La scoperta dell’acqua calda. Qui tiktok per adesso non è autorizzato, sono partite le domande in carta bollata per snapchat ancora in valutazione.

Intanto all’incontro in città sul cyber bullismo e pedofilia lo scorso anno eravamo presenti in tre genitori e dieci maestre.

Comunque qui il controllo è strettissimo e si cerca di far capire quanto il mondo virtuale non sia così virtuale e ciò che viene scritto resta e può essere condiviso all’infinito.

Siamo quasi entrati in pre adolescenza glitterata.

Ridatemi quella di Estraneo 😕

…di anniversari

Ieri son stati venticinque anni di matrimonio.

Una bella e soleggiata giornata di Ottobre.

Il mio amato abito che sceglierei ancora insieme a colui che mi attendeva all’altare.

L’arte del matrimonio di Peterson

La felicità nel matrimonio non è qualcosa che semplicemente accade
un buon matrimonio deve essere creato.
In un matrimonio le piccole cose sono le più grandi …
e non si è mai troppo vecchi per tenersi mano nella mano.
E’ ricordarsi di dire “ti amo” almeno una volta al giorno.
Non è mai andare a dormire arrabbiati.
E’ mai darsi per scontati l’un l’altra;
perché le attenzioni non finiscano con la luna di miele,
ma continuino giorno dopo giorno, negli anni.
E’ avere in comune valori e obiettivi.

E’ stare in piedi insieme di fronte al mondo.
E formare un cerchio d’amore che accoglie in tutta la famiglia.
E’ fare le cose l’uno per l’altro, non per dovere o sacrificio,
ma con spirito di gioia autentica.
E’ apprezzare con le parole, dire grazie con modi premurosi.
Non è alla ricerca della perfezione nell’altro.
E’ coltivare la flessibilità, la pazienza,
la comprensione e l’ironia.
E’ avere la capacità di perdonare e dimenticare
e creare un ambiente in cui ciascuno può crescere.
E’ trovare spazio per le cose dello spirito
e della ricerca comune del bene e del bello.
E’ stabilire un rapporto dove l’indipendenza,
la dipendenza, e l’obbligo sono alla pari.
Non è solo sposare la persona giusta, è essere la persona giusta.
E’ scoprire ciò che il matrimonio può essere, nel meglio.

… Di essere codardi

Sono una codarda, la mamma perde rapidamente la memoria breve, racconta fatti del vicino di casa aggiungendo e modificando particolari che cambiano ogni settimana. Ha comprato chili e chili di frutta dicendo poi che siamo noi figli a prenderla e portargliela. Idem con la pasta o altre cose che lei consuma, a volte cambia marca e poi non ricordandosene dice che siamo noi a scambiare la nostra con la sua.

Io a volte rimando il momento di passare a casa sua, so già tutta la liturgia che mi aspetta.

Sono una codarda che vorrebbe forse sua a letto inferma, ma con la mente sana piuttosto che sentirla così chiusa in quei quattro pensieri ed argomenti a ripetere gli stessi discorsi.

Lei dice sempre che la vecchiaia è brutta, ma non arrivarci è peggio.

Nemmeno arrivarci così però non è bello.

… di lui che si è evoluto

All’inizio era Prince, il piccolo principe che allietava i nostri sogni di genitori con bei voti e buone maniere.

Come un gormita si evolse in estraneo, un essere rancoroso che raschiò il fondo dell’impegno scolastico e che mise seriamente in pericolo la mia stabilità emotiva.

Già da un po’ c’è stato il cambio marcia, si è usciti dal tunnel.

Un po’ di autoironia è entrata in circolo, i modi di fare pur rimanendo sul filo sono certamente più affabili.

Dopo tremila colloqui di lavoro è arrivato quello che ti rende felice anche solo a fare mesi in prova.

La prospettiva che si possa giungere ad un contratto più lungo è tangibile, ma per adesso godiamoci questo momento in prova.

Ciao giovane adulto, benvenuto in casa.

… Di rivelazioni

Ciao sono Agrimonia, ho 47 anni e mio figlio di 21 anni è uscito ufficialmente dal tunnel dell’adolescenza.

Come lo so?

Perché quando ricordiamo i suoi momenti di stronzaggine assoluta lui ride e dice: questa non me la ricordo.

Vorrei ringraziare in questo giorno di presa di coscienza tutti coloro che in questi anni hanno creduto in noi, ci hanno incoraggiato, ci hanno consolato ed ascoltato.

Ringrazio tutti coloro che non ci hanno presi per pazzi ed hanno creduto che quel ragazzo adorabile con tutti con noi era una bestia di Satana.

Ringrazio la psicologa che mi aveva accolta disperata e che mi ha aiutata a cambiare marcia.

Ringrazio soprattutto chi mi disse che l’adolescenza è come la varicella, deve passare e basta.

Ovviamente non è che adesso è un angelo sceso in terra e che la camera sia in ordine, però quella tensione costante e senza sosta non c’è più.

Ok.

Siamo pronti ad accusare il contraccolpo di ciò che arriverà con la Fr@.

Adolescente glitterata, non ti temiamo.