…di sgridate bipolari

Una simpatica immagine usata da un’amica come stato di WhatsApp mi ha fatto ridere e nello stesso tempo immedesimare.

Esattamente così.

Per dover di cronaca ammetto che con il passare del tempo il t-rex nascosto in me a volte salta fuori anche in pubblico, ma di solito é la conseguenza dell’ennesima chiamata e di una risposta non propriamente gentile e perciò l’embolo parte in automatico.

Normalmente ho molto auto controllo e l’occhiata torva basta a far desistere ogni azione successiva, oppure una volta agguantata la manina e stringendola leggermente più del normale, con il sorriso aggiungere che il discorso continuerà a casa basta a far capire alla malcapitata che la situazione è a rischio urla.

Proprio quest’anno in vacanza ho marcato il territorio sul diritto di sgridare mia figlia senza interventi estranei.

Mentre stavo rimproverando la Fr@ (più in modalità spiegone, che urla) una sconosciuta si intromette dicendo che non l’aveva fatto apposta, alla prima faccio finta di niente, alla seconda le faccio notare che sono libera di spiegare a mia figlia un suo errore senza che nessuno al di fuori della nostra famiglia si intrometta.La signora, con forse qualche bolla non allineata se ne va’ offesa e ci libera della sua presenza logorroica del dopo pranzo, visto che aveva attaccato bottone con molte persone presenti nel prato.

La kattiva ragazza che giace in me ha esultato perché qualche anno fa non avrei mai avuto coraggio di cerchiare il mio territorio, mi sarei allontanata invece ho tenuto la posizione e sció scocciatori.

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…di vacanze

Le ferie sono iniziate.

Già dalla scorsa settimana, con un abbuono di tre giorni sulla prevista ultima e piena settimana lavorativa, la pausa estiva tanto sospirata é iniziata.

Si é tutti insieme nella nostra amata valle. A volte in pace a volte irosi, perché l’intravvedere la luce in fondo al tunnel non vuol certo dire che non ci siano più scontri (anche se in effetti uno lo spererebbe).

Il sole ed il caldo ci stanno regalando belle giornate di camminate escursionistiche.

Sto cercando di mantenere un buon ritmo e fisicamente ne sento i benefici.

Tutto allenamento che mi sarà utile per il ritorno in palestra.

Settembre sarà #adessoomaipiú

… di auguri a me

Oggi 25 giugno Agrimonia compie 45 anni.

Un’età seria, quella in cui sentirsi chiamare “signora” non ti fa girare le balle, anzi, bello porta rispetto.

Quella in cui per rimanere aggiornata nel mondo musicale continua imperterrita ad ascoltare radio deejay ed a non cadere nelle spire di radio nostalgia, che di sguardi all’indietro se ne danno già troppi senza metterci in mezzo anche la musica.

L’età in cui si veste moderna, ma non ridicola, che in giro si vedono look che nemmeno in jersey shore.

L’età di mezzo, quella in cui si apprezza il buon cibo ed un ancora miglior vino, dove la qualità vince sulla quantità.

L’età della rilassatezza ( e non solo del tono muscolare o delle rughe) sui rapporti sociali. In questi anni si è vissuto di tutto,amicizie solidificate nel tempo e che non conoscono pause, ma una sempre più consapevole ed apprezzata diversità, alcune che sembravano eterne ed invece erano ” un calesse” (cit.) Grandi delusioni, ricevute ed anche date (ovviamente da punti di vista differenti).

L’età dei 45 vede un’Agrimonia che ha imparato a dare il giusto peso alle parole, non è più quella dei grandi slanci, ma piuttosto ti guarda messa di lato un po’ in disparte e forse potrebbe anche con il tempo rivelarti qualcosa di personale, se non lo fa é perché non gli interessi e non gliene frega niente di te.

Agrimonia a 45 anni, si è finalmente rotta i coglioni di fare la psicologa davanti al caffè ed è molto fiera di sé stessa, perché del sano egoismo fa star bene.

Nello stesso tempo per quei pochi che non l’hanno mai sfruttata solo come spalla su cui piangere lei ci sarà sempre.

Questo post non é il classico autocelebrativo che si scrive in queste occasioni, ma non avrebbe potuto scrivere niente di diverso.

Auguri Agrimonia, te li meriti tutti questi auguri.

…di io e lei

Io e la Fr@ abbiamo in ballo grandiosi progetti.

Rivedere Alice in Wonderland.
Ripassare Alice in Wonderland.
Guardare ancora Alice in Wonderland.

Dopo averlo rivisto ben bene andare al cinema, comprare i popcorn, un bicchierone di caramelle o schifezze gommose e sederci comode comode a guardare Alice attraverso lo specchio.