… di Natale

Qualche giormo fa ho accompagnato il Grande a fare il vaccino ed abbiamo colto l’occasione per fare un giro nel centro commerciale dove c’è appunto hub vaccinale.

Girando e parlando è saltato fuori il discorso pranzo di Natale.

Sono 23 anni che tradizionalmente il pranzo con i nonni e cognato era a casa nostra.

L’anno scorso era stato già abbastanza triste lasciare a casa sua mia madre, tra la situazione covid e il suo stato di demenza, soprattutto a livello mentale sarebbe stato molto pesante portarla via di casa per qualche ora.

Quest’anno che fisicamente saremo soli è veramente un momento che a pensarci mi viene un nodo dentro.

I nonni negli anni sono mancati tutti ed è un momento che quest’anno affrontarlo così in modo pratico come nell’apparecchiare la tavola solo a pensarci mi rende già triste.

Tenendo conto che ormai non ci sono più piccolini in casa penso che sarà il primo anno in cui probabilmente pranzeremo fuori.

In casa il vuoto, questa volta, sarebbe troppo grande da riempire.

… di insonnie

Ultimamente non dormo benissimo, di solito andavo a letto tardi, anzi tardissimo appunto per poter fare una tirata unica sino al suono della sveglia.

Quando mi sveglio per almeno un’ora non c’è verso di riprendere il sonno.

A nulla vale rimanere in posizione da dormiente, ogni tanto leggo a volte guardo il cell, poi mi alzo faccio un giro e ritorno ed aspetto di nuovo il sonno.

Sono ore buche di notti lunghe.

Mi ha sempre infastidita svegliarmi dal sonno, che i nuovi anta siano precursori anche di questo fastidio oltre a quelli articolari?

Come si cambia, il tempo scorre e se pur impercettibile i cambiamenti arrivano senza poter far nulla.