…di sgridate bipolari

Una simpatica immagine usata da un’amica come stato di WhatsApp mi ha fatto ridere e nello stesso tempo immedesimare.

Esattamente così.

Per dover di cronaca ammetto che con il passare del tempo il t-rex nascosto in me a volte salta fuori anche in pubblico, ma di solito é la conseguenza dell’ennesima chiamata e di una risposta non propriamente gentile e perciò l’embolo parte in automatico.

Normalmente ho molto auto controllo e l’occhiata torva basta a far desistere ogni azione successiva, oppure una volta agguantata la manina e stringendola leggermente più del normale, con il sorriso aggiungere che il discorso continuerà a casa basta a far capire alla malcapitata che la situazione è a rischio urla.

Proprio quest’anno in vacanza ho marcato il territorio sul diritto di sgridare mia figlia senza interventi estranei.

Mentre stavo rimproverando la Fr@ (più in modalità spiegone, che urla) una sconosciuta si intromette dicendo che non l’aveva fatto apposta, alla prima faccio finta di niente, alla seconda le faccio notare che sono libera di spiegare a mia figlia un suo errore senza che nessuno al di fuori della nostra famiglia si intrometta.La signora, con forse qualche bolla non allineata se ne va’ offesa e ci libera della sua presenza logorroica del dopo pranzo, visto che aveva attaccato bottone con molte persone presenti nel prato.

La kattiva ragazza che giace in me ha esultato perché qualche anno fa non avrei mai avuto coraggio di cerchiare il mio territorio, mi sarei allontanata invece ho tenuto la posizione e sció scocciatori.

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