…di cosa fare?

Avrete sentito e letto dell’ultimo caso di cronaca,luogo lontano da me,ma non troppo.

Leggevo stamani che il ragazzo é stato ritrovato ed ha confessato il triplice omicidio. Queste notizie mi mettono addosso una forte inquietudine. Quali famiglie siamo diventate? Cosa é stato a rendere così facile un gesto efferato come quello accaduto in quella casa,sono solo soldi? Perché bisogna temere così tanto di dire dei no, di mettere dei paletti, di cercare di educare.

I nostri genitori risolvevano le questioni con dei no ben assestati, noi siamo i genitori del dialogo eppure c’è sempre qualcosa che non funziona. Dove? Dove stiamo sbagliando? Perché é tutto dovuto e poco dev’essere guadagnato? Eppure il dialogo sembrava la strada piú facile, chi ha iniziato ad non ascoltare piú…

…non lo so spiegatemelo

Purtroppo nel posto di pianura negli ultimi mesi almeno tre giovani donne son state operate di cancro al seno.

Andate per controllo di routine sul genere dopo ci fermiamo a fare la spesa, spesa un cavolo! di corsa a fare impegnative e tempo una settimane sul tavolo operatorio.

Di una donna so qualcosa in più perchè amica di amica.

Lei mi racconta di questa donna che porta la cuffietta perchè sì ho la parrucca, ma non mi ci trovo…che non vuole lo sguardo di suo marito sul seno mutilato…che cerca di essere forte, ma è tanto incazzata…che una cosa bella avevo: il seno.

Ecco, mi dicono che deve rispettare l’orario di controllo del medico asl…mi dicono che tra un mese deve rientrare almeno per tre giorni al lavoro perchè sono in scadenza i sei mesi di mutua e potrebbe perdere il lavoro, lei è una O.S.S., mi dicono che dove lavora le han detto di stare tranquilla può passare il tempo seduta sulla sedia quei tre giorni servono a far ripartire altri sei mesi di stacco dal lavoro.

Lei che finita la chemio sta facendo altro cortisone misto chemio e poi dovrà fare radio.

Ma vi sembra giusto?

A me no.

…di essere mamma. Auguri

Quando ero ragazzina si faceva un giochino sciocco (non esisteva FB) si chiudeva la mano a pugno e poi si contavano le linee che si formavano sul lato della mano sotto il mignolo, quelle linee erano i “figli” che sarebbero nati.

Di fatto di linee ne ho due ed una interrotta.

Si cresce con l’idea di diventare mamme, i vari ciccibelli fomentano questo mito.

Si raggiunge l’età in cui, tranne casi fortunati, odi la tua di madre, le mamme giovani e fighe son sempre quelle delle tue amiche.

Ti dici che tu non sarai come lei, che a volte lascia strascichi sulla tua psiche, che quando sei grande e diventi a tua volta madre cerchi di sciogliere quel nodo che hai dentro per “non essere come lei”.

Non diventi come lei, ma sei mamma, alla fine sei quella che nota le facce scazzate,che legge la balla sulla fronte di chi ti sta davanti, che si ricorda gli impegni senza guardare sul calendario e ancora prima che l’avviso sul cell suoni, sei quella che intuisce pagine di non detti e che il sesto senso gli fa una pippa, tu sei oltre così oltre che a volte per non spaventare chi ti è vicino sulle tue doti di veggente taci, che tanto se non hanno creduto a Gesù vuoi che credano a te che sei solo una mamma?

Ultimamente si parla tanto del mondo mamme, specie nel virtuale, è diventata una bandiera quasi un lavoro che annulla tutto il resto.

In alcuni casi mi è sembrato persino di assistere ad una forma di “razzismo” verso chi non lo è, uno sbandieramento eccessivo del DNA creato come se fosse l’unica cosa importante.

Io sono bi-mamma, ne sono contenta nonostante lEstraneo mi abbia succhiato molta linfa vitale e che mi abbia fatto diventare in certi giorni proprio come mia madre (è forse questo che gli rinfaccerò più dei calzini gettati sopra l’armadio), sono mamma, ma sono tanto altro che l’essere mamma mi sembra solo una piccola parte di me stessa.

Mi dicono che ho una grande responsabilità nel crescere due figli.

Non lo credo.

Noi come genitori abbiamo posto delle basi, ma poi loro i nostri figli avranno libertà di scegliere su chi vogliono essere ed è forse questo che dobbiamo imparare come genitori e mamme di adolescenti, lasciar correre, non possiamo metterci davanti ad un treno lanciato in velocità incontro alla vita ne verremmo travolti.

Probabilmente anche i miei figli non vorranno essere come me e forse si troveranno a loro volta a pensare che un pochino lo sono lo stesso proprio come è successo a me, perchè la vita è una ruota che gira e la mamma è sempre la mamma.

 

 

…di nuovi trip

Marito in cinque giorni ha lavorato di flessibile sui muri ed ha aggiunto nuove prese elettriche, ha cementato i nuovi fili, stuccato il muro, tolto la striscia adesiva (ma sti ‘azz di delfini!), tinteggiato di corda e di tortora.

Insomma è stato davvero bravissimo.

Ultimamente sono in  preda ad una certa irrequietezza per quanto riguarda la casa, oggi ho ribaltato il salotto e sono riuscita a togliere alcuni oggetti che sostavano polverosi da tempo immemore, io fatico sempre a togliere o/e buttare (sono cancro ascendente cancro non è colpa mia), lavato e stirato le tende, passata la cera sui mobili, con l’aiuto di Fr@ abbiamo sistemato i giochi ed eliminati alcuni da “piccola”.

Tutto questo sotto lo sguardo benevole, sorridente e di gran gusto di Jonathan.

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ah! mamma mia cosa darei per farmi ristrutturare da te…..la casa 😉