…chicca s(q)uolastica 4

…e poi dopo tanta merda una luce fioca si palesò davanti a Marito.

La prof.ssa di Diritto, la quale è stata l’insegnante del prof. dello scorso anno e se lui era autoritario, lei di più.

Un carisma che si può toccare, donna di una fermezza straordinaria che tiene la classe senza fatica.

Signor xxxxxxx, guardi sì la situazione non è bella, ma non disastrosa, lavorandoci con decisione vedrà che le cose cambieranno, nella mia materia i voti sono ottimi e partecipa attivamente, ma al di là dei voti su questi ragazzi il vero lavoro è sull’atteggiamento alla maggior parte di loro se chiediamo cosa vogliono fare nella vita non lo sanno.

Ci sono circa una decina di ragazzi a cui questo indirizzo non interessa, e quindi dico io perchè rimanete qua? Andate a fare meccanica, informatica, di solito io subentro in terza quest’anno ho voluto anticipare proprio per cominciare a lavorare sulle loro idee, dalla terza saremo intrasigenti questo indirizzo non è per mediocri, non è plausibile che in una torretta di controllo ci sia una persona insicura o superficiale.

La nostra quinta è una classe di dieci ragazzi, ma il loro voto base è otto in ogni materia.

Signor xxxxxxx lavoriamoci sopra con decisione, è ancora presto per cambiare scuola nel suo caso.

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La mondina delle parole in cerca di una nuova pianura.
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17 risposte a …chicca s(q)uolastica 4

  1. Alle67 ha detto:

    Concordo bisogna lavorarci su ed Estraneo sapere esattamente cose vuole, è una scuola speciale e come è giusto i ragazzi devo essere determinati e sicuri di se per poter svolgere al meglio il loro lavoro oltre ad essere preparati, quindi forza Estraneo!!

  2. velvet ha detto:

    una luce nel tunnel….. menomale !! ll problema è che secondo me , questi giovanotti devono ancora maturare , e capire davvero che sono intelligenti ed è inutile buttare via tempo solo per non fare quella poca fatica che serve . ……. Però …. c’è un però, torniamo sempre poi al nocciolo della situazione … con i prof con i baffi i figli vanno bene e nelle altre no …possibile che sia solo colpa loro ??? io non credo …

    • agrimonia71 ha detto:

      sì questi adolescneti ci mettono del loro, ma sicuramente ci fossero più prof.sse come diritto e anche italiano le cose forse sarebbero un pochino più semplici.
      Che poi io sono cinque anni che sento dire i professori che i ragazzi non sono maturi, cribbio la maturità richiede tempo…

  3. silvia ha detto:

    secondo lei a 15 anni dovrebbero sapere cosa vogliono fare, ammazza e che carisma!
    se uno a 15 anni sa (impossibile, al massimo suppone) di sapere cosa vuole fare secondo me è un cretino mentalmente chiuso, uno che si illude di sapere…se non lo sa è solo consapevole di quanto è grande il mondo e di quanto è complessa la vita.
    come fai a saperlo in un età in cui non conosci nulla? se poi a venti scopri che ti piace un’altra cosa non provi neanche ad appassionartici perché dovevi saperlo a 15 quando non si è avuto neanche il tempo biologico per scoprire più di una sola cosa?
    di scuola devi pur sceglierne una….io scelsi la più vicina a certe mie attitudini..come tanti, se non come tutti, poi che abbia mai saputo che fare nella vita….non lo so nemmeno adesso e questo mi pare l’atteggiamento più realistico rispetto al vivere boh.
    silvia

    • agrimonia71 ha detto:

      Ciao Silvia,in questo caso la professoressa ha ragione perchè essendo un istituto tecnico ad indirizzo aeronautico, se il tuo interesse non è in quel campo, se non aspiri a lavorare in aeroporto o diventare pilota o in tutto quello che gira intorno ad un aereo è sicuramente meglio girare lo sguardo verso le altre specializzazioni che offrono sbocchi meno specifici.
      Certo può succedere che adesso voglia fare il pilota e poi a vent’anni capisca invece che voleva fare il botanico, ma se con l’entusiasmo che dovrebbe distinguere un adolescente da un adulto maturo che si adatta alla vita pratica non c’è un sogno per cui appassionarsi, non si ha un’idea del futuro, dove possono trovare la voglia di impegnarsi nello studio per raggiungere il loro ideale di vita se non appunto nel sapere quello che vogliono fare da grandi.

      • silvia ha detto:

        d’accordo su tutto ciò che dici
        resto solo dell’idea che pur nella consapevolezza di sé, che ti fa ragionevolmente riconoscere che quindici, anzi tredici (che è l’età in cui tanti di noi si son ritrovati a dover “sapere” che si voleva fare nella vita..”dover sapere” perché non è dipeso da nessuno se il ciclo delle medie si conclude a quell’età—
        ….e non so quanti insegnati, educatori e professionisti ho sentito ammettere: decidere questa cosa quando si è ancora bambini praticamente..é assurdo, infatti in altri paesi non funziona così)
        sono troppo pochi per fare una scelta definitiva…pur con questa consapevolezza credo si può trovare lo stesso l’entusiasmo, lo si può trovare quando scatta l’amore per la cultura e per l’apprendimento di per sé, a prescindere da come poi andrà la tua vita.
        In me ad esempio è scattato, scatta in molti non so da che dipende…è scattato anche se ho sempre mantenuto un sospetto e un senso di fastidio nei confronti di frasi tipo “bisogna sapere cosa si vuole nella vita”…perché la complessità delle cose non mi è mai sfuggita neppure in tenera età: in tanti sappiamo che la mia volontà conta fino ad uncerto punto, magari lui (come noi) ha sotto gli occhi tutti i giorni che ci vuole anche fortuna, raccomandazioni, leccaculismo…e in molti schifiamo queste cose. Ecco, se un quindicenne ammette che non sa che vuole (o cosa potrà ) fare nella vita per questo mi sembra realista ..e in fondo anche maturo, in un certo senso. Però almeno secondo me l’amore per la cultura e l’apprendimento può comunque liberamente coltivarli.

  4. mammadisera ha detto:

    Fantastica!!!!fossero tutti/e così.

  5. 'povna ha detto:

    Meno male, qualcuno che ragione, e agisce, non come gli altri colleghi che hai descritto (mi dispiace, Italiano compreso, e da quello che ne hai raccontato ai colloqui io la trovo persino peggio di Matematica, perché quello che ha detto e [non] fatto denota il classico atteggiamento finto-severo di chi in realtà i ragazzi non li sa tenere – se li sapesse tenere non ne avrebbe persi due al muro).
    Sicuramente la maturità richiede tempo, tieni conto che quando qualche insegnante non idiota lo dice, lo dice con criterio, cioè riferendosi implicitamente al livello di maturità ‘adatto’ all’età.

    • agrimonia71 ha detto:

      Marito era rincuorato da lei.
      Per quanto riguarda Italiano mi rimane sempre un beneficio del dubbio, forse è stata sviata dal fatto che con le sue materie lui segue ed i voti sono medi, il problema pare sia saltato fuori nel consiglio professori. Lei non è la coordinatrice della classe, la prof.ssa di Matematica la trovo “molle” di quelle che si lamentano e poi non fanno niente e purtroppo c’è anche un’altra serie di prof così.
      Anche l’altro papà, mi ha detto Marito si è chiesto perchè non li hanno separati “se sono così amiconi si possono vedere fuori” e nel frattempo prometteva il “resto” al figlio che era passato a sentire come stavano andando i colloqui.

      • 'povna ha detto:

        A me, se ti devo dire, sembra molto più molle quella di Italiano. E non agire perché “non si è coordinatori” è proprio una di quelle frasi da piùcheretti.
        Sui compiti delle vacanze, già te lo dissi all’epoca, per quanto riguarda Matematica, ci sono varie scuole di pensiero, e sono entrambe legittime. Allo stesso modo io vedo molto più scandaloso aver aspettato un consiglio per non spostare due persone, o dire una frase come “fate quello che vi pare” rispetto al decidere di non avvertire per il compito di recupero facoltativo non fatto. Questa cosa ha una ratio didattica, magari non condivisibile, ma ce l’ha. Quella della prof. di Italiano è da incompetenti dalla spalla tonda belli e buoni.

        • agrimonia71 ha detto:

          Vedrò di riconsiderare il tutto sulla luce di quanto mi stai dicendo.

          Certo non è che possiamo sbarcare a scuola ogni settimana a chiedere com’è la situazione, saremo di sicuro più sull’attenti (ancora di più?!?) ma non essendo in classe con loro non possiamo sognarci le cose.

          Così però è snervante pechè per quanto credi di fare, controllare non è mai abbastanza ch ea volte arrivi a pensare che quelli che se ne fregano vivono molto meglio, ma anche qui bisogna esserne capaci.

          Quindi alla fine per quanto riguardo Italiano possiamo rispolverare il titolo di un famoso film di Troisi….pensavo fosse amore invce era un calesse

          • 'povna ha detto:

            Adesso dirò una cosa che sembra un’eresia. Certo che non potete sbarcare a scuola. Ma ti dirò di più: non dovete. E’ dovere della scuola informarvi di quale sia l’andamento generale, ma è facoltà dell’insegnante lasciare che certe cose della sua relazione didattico-educativa restino all’interno della scuola, purché ovviamente questo non osti alla comprensione della famiglia di come va il figliolo.
            Nel caso di matematica, voi sapevate perfettamente che era gravemente insufficiente. La prof. ha scelto una strategia didattica chiara, e che del resto, come ti dicevo, ha una sua validità pedagogica: quella di lasciare la facoltà al ragazzo di stabilire un altro momento di recupero prima dei colloqui generali. Non era qualcosa che cambiava la sua comunicazione di docente con voi, perché voi dal registro avevate i voti che aveva messo, dunque sapevate perfettamente che il ragazzo era gravemente insufficiente e non aveva recuperato. Il fatto che non abbia recuperato perché non si è fatto volontario o perché ha rifiutato la verifica, se ci pensi, è totalmente accessorio. Capisco la rabbia iniziale, ma a voler guardare la prof. di Matematica non vi ha detto niente che non sapeste già: vostro figlio era gravemente insufficiente e non si è messo in condizioni di recuperare.
            Quella di Italiano invece non è intervenuta in una situazione di distrazione, incancrenendola, con la scusa di non essere il coordinatore, e ha evitato di chiamarvi per avvertirvi del fancazzismo. Qui c’è peccato di omissione, là c’è una scelta di attendere il ragazzo prima di parlarvi, visto che la situazione dei voti nel frattempo per voi era chiara.
            Per usare le parole di RS: Matematica ha tentato una via della responsabilizzazione (ti do tempo fino a x per rimediare prima di dire ai tuoi che non hai mai voluto rimediare), Italiano quella della de-responsabilizzazione, del figliolo e, ciò che è più grave, di se stessa, cercando di coinvolgere poi la famiglia, voi, a giustificazione della sua mancanza didattico-educativa.

    • agrimonia71 ha detto:

      Una non basta, ancora una volta la preparazione scolastica è subordinata alla fortuna di avere un certo tipo di insegnante.
      Lo trovo molto frustante.

  6. Ktml ha detto:

    Direi che apre la speranza all’ottimismo! Vedrai che rimedierà tutti gli altri voti!!

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