…chicca s(q)uolastica

Immaginate una signora Prof.ssa (inteso come una donna coi controtacchi) per chi la legge modello ‘povna per interderci.

Bene, immaginate dicevo, questa prof.ssa che dice in un momento di pausa spiegazione “fate quello che volete”, visualizzate la parete in fondo, sì quella bianca ecco proprio quel banco che vede due compari vestiti con felpa nera e mano che rialza i capelli a getto continuo, due compari che se si vestissero di bianco sarebbero tutt’uno con il suddetto muro, quasi incastonati a farsi bellamente i cazzi loro (con i prof ovviamente che non hanno i controtacchi), fatto?

Ecco, immaginate uno dei due che (non) a caso chiameremo Estraneo, che prende le cuffiette del cellulare e le infila nelle orecchie.

Siete basiti?

Bravi, anche la prof.ssa, che pur stimando quel pirla lì che abbiamo chiamato Estraneo è rimasta scioccata ed a chiesto ad un altro ancora più scioccato padre (che veniva da tre colloqui di materie naviganti sul tre) “cosa sta succedendo?”

Il padre, che stima la prof.ssa gli ha chiesto come mai se tutti si sono accorti che quei due figuri lì in fondo fanno i cavoli loro non li hanno ancora spostati.

“Professoressa, lei che forse è una delle poche che quel pirla lì rispetta ci pensi lei, noi facciamo la nostra a parte, ma anche voi aiutateci, scrostatelo dal muro!”

La prof.ssa ha dato un giro di lima ai tacchi ed ha detto che ci pensa lei.

E questa non è nemmeno la cosa più brutta….quando mi passa la nausea a pensarci forse riesco a scrivere qualcos’altro.

…ma non ho cacciato un urlo, nemmeno uno, ero troppo nauseata e delusa e tanto oramai ho capito che non serve.

Ci sono nuovi piani di guerra da pianificare.

 

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14 pensieri riguardo “…chicca s(q)uolastica

  1. Ma perchè sono nato negli anni ’70??? Quasi quasi mi viene voglia di tornare sui banchi…oggi mi divertirei sicuramente di più. Comunque consolati, noi che abbiamo galleggiato nelle ultime file siamo tutti tipi estrosi. L’Estraneo ti darà grandi sodfisfazioni…con i suoi tempi. 🙂

  2. se mi posso permettere di dire e non in difesa dell’Estraneo…… ma bisognava dirglielo alla prof di scrostarlo dal muro …. lei da sola o chi per lei non ci è arrivata ? anche in classe di mia figlia (3° media) ci sono estranei come il tuo figlio e non è facile essere il loro genitore . Credo che la s(q)uola debba perdere 5 minuti da dedicare a loro in maniera diversa , e non necessiariamente in maniera punitiva , ma in modo di capire come catturare la loro attenzione . I genitori non possono entrare in classe a prenderli a randellate sul coppino se no sono attenti.
    Coraggio

    1. Per lei prof.ssa di italiano il problema non c’era (a parte l’episodio cuffiette) perchè lui la segue e la stima, si sono lamentati altri tre prof di cui una è la coordinatrice, infatti Marito era “incavolato” per questo se tutti si sono accorti di questa cosa perchè aspettare tre mesi!

  3. In assoluta swerietà. L’estraneo ha quindici anni. E a quindici comportamenti come quelli sopra descritti, non sono né accettabili né ammissibili, ma possono avvenire, siamo onesti. Però, più semplicemente chi ha l’autorità (ed intendo gli insegnanti, e a questo punto intendo anche la prof. di italiano) dovrebbe prendere provvedimenti. Nello specifico, estrapoli estraneo e amico di estraneo dal loro bel banchetto comunque e li schiaffi in due bei banchetti singoli sotto la cattedra. Per fare spazio è sufficiente prendere un paio di secchie (che quelle ci sono sempre) e sbatterle a far da tappezzeria sul fondo. Non è autoritarismo. E’ spirito pratico

    1. Assolutamente d’accordo con te. Spiace ma anche la prof. di Italiano non si è dimostrata ‘sta grande aquila, anzi. E poi, che cazzo di parole sono, IN UNA SECONDA, “ora fate quello che volete”. Non si dicono, MAI. E se si dicono si ha cura di chiarire che cosa può comprendere il “quel che volete” PRIMA di lasciarli fare.

  4. Boh, io che sono docente, di solito non mi prendo la briga di spostare nei banchi o dai banchi i miei alunni. Se questi alunni sono alle scuole superiori, qui di grandicelli. Proprio non mi riesce di capire che tipo di ottimistica soluzione vedete. Chi vuol farsi i cavoli propri, a quindici anni, lo fa con chiunque e in qualunque banco. Tra tre anni questi votano e prendon la patente, che si fa? Li spostiamo se non stanno attenti? Scusate la voce fuori dal coro, oggi.

    1. nel momento che tu docente mi segnali il problema e mi dici che anche per te il problema è quello che facciamo li lasciamo lì? Ma forse anche mandarmi una nota a casa o segnalarlo sul registro nell’apposita sezione potrebbe essere una soluzione, hanno appunto quindici anni sono delle capre immature, chi ha più buon senso lo usi specie se sai che a casa c’è chi si sta facendo in quattro per ficcargli in testa l’importanza dello studio

      1. Vedi la mia risposta a RS. E’ quello che dici, ma è molto di più. Cambiare i banchi è il primo e più immediato sistema con il quale segnali chi comanda. E comunque se io vedo qualcuno sull’orlo di un dirupo pazzesco e sono un educatore, e sono pagato per stare lì lo acchiappo, non lo lascio cadere con la scusa che sono “grandicelli”.
        Chiedo scusa a RS per la voce fuori da coro, ma, sì, li sposto anche se votano. Perché nella scuola tutti ci sottoponiamo, a maggior ragione se maggiorenni per scelta, a regole altre e condivise (anche nel rituale del patto educativo). Con questo ragionamento non dovremmo dare pensa se sono grandi, o dare un compito di punizione, o rimproverare, tutte cose fuori età al quinto anno. Ma, appunto, la scuola vive di regole altre. E i ragazzi, anche a 19 anni, cercano un capo-branco e qualcuno che, sia pure liberalmente, parli loro di dispotismo illuminato.

    2. Perdonami, cara. Solo quattro parole: tu insegni al Liceo. In ogni caso, io credo invece che sia fondamentale sempre. Snape mi insegnò, sette anni fa, a inserire la piantina ufficiale dei banchi nella programmazione dei primo consiglio di classe. Non si tratta di chi si fa i cazzi di chi, ma di stabilire una legge del capobranco. Per principio. Poi, forse, si concede. Dopo. Intanto che sia chiaro che anche alla tavola rotonda Artù restava sempre il re.
      Comunque, lo ripeto, in un tecnico a seconda di come assegni o non assegni i banchi puoi decidere la progressione verso la bocciatura o meno di qualcuno.

      1. Sì, temo di avere sottovalutato la differenza. Ci ho pensato. Anche che spesso mi avvalgo della “facoltà di responsabilizzazione personale” sottraendomi altrettanto spesso ad aiutarli a costruirla. Del resto, il confronto qua, mi serve anche a questo.

        1. E’ vero, la responsabilizzazione, ma secondo me la questione dei banchi esula proprio, sai?! Perché io posso avere mille motivi che non ho voglia di verbalizzare alla classe perché didatticamente penso sia controproducente per volere che tizio stia vicino a caio. Che possono essere educativi, ma anche didattici (per esempio per rendere più semplice interventi flipped veloci). Insomma, secondo me il messaggio è che il setting scolastico non è né casuale, né poco importante e per questo l’educatore lo può e lo deve cambiare e comunque validare. E mi pare un messaggio che sia attivo a 14 come a 21 anni. Però siamo la scuola in cui le aule sono organizzate militarmente e si cambiano le lezioni al ritmo di una campana di fabbrica, chi li spiega, a questo paese, i principi (ottocenteschi!) dell’educazione non formale?! 😦

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