…e poi lassù…

…succede che mentre tutto intorno grida gioia e tripudio e voglia di divertimento e festa una famiglia è colpita da un lutto profondo che lascia silenti e sgomenti.

Il marito della proprietaria del camping è morto stamani, dopo quindici giorni passati in ospedale appeso ad un filo che alla fine si è spezzato.

In questi casi si è portati a dire le solite ovvietà, ma non stavolta perchè davvero era una persona allegra, disponibile, solare sempre con la battuta pronta, non facevi in tempo a chiedere un aiuto che già lo stava facendo.

Penso con tristezza a come sarà tremendo affrontare questo periodo per la moglie e le figlie con un campeggio pieno di persone che chiedono e che cercano di confortare quando, diciamolo, in questi casi c’è poco da confortare ti girano fortemente i coglioni perchè non puoi pensare che a meno di cinquant’anni* tu non possa fare affidamento sull’uomo che hai scelto e come figlie rinunciare all’abbraccio rude, ma protettivo del tuo papà.

 

*Gli anni giusti sono 56, pensavamo fosse più giovane, ma questo non cambia niente in questi momenti di prostazione

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14 pensieri riguardo “…e poi lassù…

  1. Mi è venuto un gran nodo in gola a leggere questo post, è un’idea che da qualche tempo ha cominciato a entrare nella mia testa, non vedere crescere la tua bimba, lasciare la tua compagna sola… La vita sa essere davvero dura e crudele!

    1. Sapevamo che non era messo bene, però sai si spera sempre e poi cavolo quando dicono vita sana…più sana di così abitare in montagna!
      Con Marito ce lo diciamo, certe spese grosse non possiamo farle e facciamo i nostri sacrifici, ma in compenso la vita ce la godiamo e viviamo i nostri affetti ogni giorno perchè davvero ormai non è più pensabile di ragionare come i nostri genitori di aspettare la vecchiaia per godersi la vita, quello sarà un bonus in più.

  2. Non c’è un momento giusto perchè le cose terribili accadano, purtroppo. Non oso immaginare come saranno i prossimi giorni per quella famiglia, anche se devo dire che, per esperienza personale, il lavoro aiuta tantissimo e l’essere a contatto con la gente ti anestetizza, almeno a me è successo così.

    1. Sì infatti Marito mi diceva che la moglie tempo un paio di giorni riprenderà subito il suo lavoro nel bar. Per come la consociamo noi è una donna risoluta, per come sono io spero che comunque la gente sia discreta e non voglia farle ogni volta un’interrogazione sul “come mai?” Che mi è capitato di sentire cose ad alcuni funerali da far accapponare la pelle

  3. solo a leggerla questa storia è un colpo secco nello stomaco.
    A viverla deve essere terribile. State loro vicine, è terribile continuare a tener la facciata per far andare avanti il campeggio con un dolore così grande.

    1. Probabilmente come dice Margherita anche il lavoro aiuta.
      il mio pensiero personale è che c’è molta gente curiosa, certo loro da bravi “montagnini” sono bravi a glissare, gli auguro che la gente sia discreta e non invadente

  4. Sono disgrazie, non ci sono parole per descrivere la prostrazione ed il dolore in questi casi. Non c’entra niente, ma trovo bello che tu abbia voluto parlarne qui. La gente è spesso indifferente, tu non lo sei stata di certo. Un abbraccio.

    1. Sai alla fine quando diventi fisso, il campeggio diventa come un piccolo paese ci si conosce, si vedono i ragazzi crescere, ti aggiorni sulla tua vita e loro che sono il riferimento di tutti per via dei servizi come bombole e trucchi di gestione diventano un po’ di “famiglia” e poi davvero era una persona con un cuore grande

  5. Non c’è mai un’età giusta per morire, tanto meno quando hai una vita piena di affetti, impegni, progetti…
    Lo scorso mese anche noi abbiamo sofferto per la scomparsa, tragica e improvvisa, di un nostro caro amico caduto in montagna e per quella, altrettanto dolorosa e soprattutto inspiegabile, della figlia 34enne di un altro compagno di escursioni. Vere tragedie.

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