…di discese ardite e risalite

Sono tornata a casa per una settimana, mio fratello con la famiglia parte per il mare e ormai anche se la situazione papà è rientrata (sorprendentemente) in una simil normalità non ci sentiamo di lasciarli soli.

Così in questa settimana Marito è sui monti con Prince e la Fr@ ed io in pianura a tenere d’occhio i miei ragazzi.

Oggi pomeriggio alla partenza dell’autobus ero baldanzosa e forte a mandar baci e abbracci alla mia piccola e a Marito e forte delle battute fatte con i nostri vicini di roulotte “le faccio io le vacanze a casa da sola”, ma appena l’autista ha imboccato l’autostrada qualche lacrima è scesa.

E’ la prima volta che mi allontano io dal nucleo famigliare e son sincera anche se ne sentivo il bisogno, in quel momento sarei quasi tornata indietro.

Comodissimo l’orario autobus che prenderò anche per il ritorno, solo l’inizio viaggio si preannunciava da deliro avendo dietro di me una signora che per 40 minuti ha parlato al cellulare aggiornando i vicini di sedile sulla sua vita lavorativa e relativi spetteguless, poi probabilmente ha esaurito la saliva ed ha taciuto.

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