…18!

Oggi il matrimonio tra me e Marito diventa maggiorenne.

Proprio come diciotto anni fa splendeva il sole anche se la giornata era decisamente più calda.

Stamani tornando a casa dal giro di commissioni ho strigliato Marito per avermi svuotato il portafoglio delle monete, ho dovuto scambiare un venti euro per una spesa di due, però il mio rimprovero voleva essere leggero e ironico invece lui si è offeso e così siamo stati ben venti minuti a guardarci in cagnesco e a bofonchiarci dietro.

Poi abbiamo fatto pace e quando sono venuta al pc aprendo il mio account ho trovato come desktop l’immagine di una bella rosa rossa, sono scoppiata a ridere perchè sicuramente lui avrà pensato “ecco io gli ho messo lo sfondo come sorpresa e lei è tornata acida, mannaggia a me la prossima volta non le metto niente”

Ma alla fine si sa a volte siamo due peperini ed in fondo pur se con normali screzi ci amiamo.

Oggi non voglio solo celebrare il nostro anniversario, vorrei ricordare anche le cose più “ridicole” per esempio appena sposati non eravamo entrambi proprio dei cuochi provetti e così quando imparammo a cucinare i fagiolini al pomodoro divennero il nostro cavallo di battaglia, il fatto è che compravamo quelli nella lattina e così credo che dopo tre mesi in cui venivano cucinati almeno una volta a settimana furono abbandonati per nausea e mai più ripresi se non nella versione con verdura fresca.

Un altro sbaglio da fresca sposina fu l’acquisto dell’ammorbidente, solo che dopo averlo messo nel cassetto della lavatrice questo traboccava di schiuma ed anche nel cestello era tutto soffice e bianco, per ben due volte rifeci l’esperimento e dopo averne dette di tutti i colori alla marca del prodotto leggendo meglio l’etichetta scoprii che non avevamo acquistato l’ammorbidente, ma un detersivo liquido.

E voi? Quali sono stati i primi ilari esperimenti matrimoniali o di vita indipendente dai genitori?

 

…della bella serata

Negli ultimi anni non sono uscita tantissimo con amiche esterne al blog, vuoi perchè lavorandoci insieme non ne sentivamo l’esigenza, vuoi anche che le amiche blog certificate100% come Denominazione Amicizia Sicura Blog mi mettevano al riparo da incertezze o  incomprensioni e mi sentivo libera di togliere la maschera.

Specie con la mia amicaG non sentivamo l’esigenza di vederci perché semplicemente “ci siamo” una per l’altra, a parte quelle due o tre cene l’anno nelle case di entrambe.

Nell’ultimo periodo ci siamo strette di più intorno ad amicaS che dopo due anni di cantiere matrimoniale ha capito che niente da fare, la struttura del mulino bianco era inevitabilmente compressa e nonostante la fatica e il tempo dedicato alla ricostruzione ormai l’unica soluzione era abbandonare il cantiere e ricostruire da un’altra parte.

Quindi complice una CI sempre più presente, sono arrivate colazioni insieme a chiacchierare su quanto possono essere delicate le questioni di cuore, poi una cenetta tra colleghi in occasione delle ferie estive,altre colazioni improvvisate in cinque minuti, così siamo arrivate a venerdì.

Noi tre “anta” con l’aggiunta di nipote di G, una ragazza nel pieno della fioritura, una venticinquenne di una bellezza disegnata da un pittore e dall’animo delicato e anche tormentato sempre per via di questo “cuore innamorato” che tanti scompigli crea a noi donne.

Siamo andate a prendere l’aperitivo in un bar molto in voga in questo periodo (il successo è tangibile dal fatto che il loro giorno di chiusura è la domenica) e che si trova abbastanza vicino al ristorante giapponese, tanto che una volta parcheggiata l’auto non l’abbiamo più toccata sino al momento di tornare a casa.

Il ristorante è molto elegante e dall’arredamento semplice che dona all’occhio subito una sensazione di ordine e pulizia. Nipote di G essendo cliente abituale ci ha fatto da cicerone nella scelta dei piatti; abbiamo iniziato con dei bastoncini di pasta fillo fritta con all’interno del gambero, credetemi che non ho nemmeno dovuto pulirmi le mani di olio non ve n’era nemmeno una piccola goccia, semplicemente strepitosi!

Siamo poi passate a del salmone con crema di lime e salsa si soia, ricettina da poter utilizzare come alternativa al classico condimento olio e limone che di solito fa capolino nei pranzi natalizi.

Il temaki, che io non ho mangiato perchè detto in modo molto terra-terra l’alga fuori non  mi piace e poi è stato tutto un tripudio di nighiri e di maki, tutti i nomi non me li ricordo, ma l’emozione più forte è stata quando ho mangiato il rotolino con all’interno il gambero fritto.

Nipote di G ci spiegava che molti considerano l’altro giapponese un gradino in più, però secondo lei qui grazie al fatto che il riso è lasciato leggermente indietro come cottura è molto più digeribile.

Le abbiamo dato ragione perché dopo aver mangiato il mondo, il tempo di fare una passeggiata il senso di pienezza era scomparso.

Sicuramente un posto dove ritornare.

Ieri a pranzo davanti al pur buonissimo pollo alla spiedo e alla mia insalata preferita (songino) per un attimo mi sono sentita un po’ triste al pensiero del menù della sera precedente.

…delle inutili utilità

Scriviamo un post inutile (che novità) e leggero composto di immagini futili, che qui tra tosse e scoli nasali stiamo diventando un blog lamentoso e non va affatto bene.

Questa settimana piccoli acquisti:

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