…parsimonia o ocaggine?

Stamani ho trascinato (nemmeno tanto violentemente, ma piuttosto volentieri) ilMarito per i penultimi acquisti natalizi in città vicina, mentre eravamo in una nota cioccolateria pasticceria a sorseggiare una buona cioccolata attendendo il nostro turno per il confezionamento del regalo accade un episodio di quelli che rimangano in memoria  degni di esseri tramandati e che io consegno ai posteri immortalandolo qui nel blog.

“Entra una sciura distinta con piega fresca e visone d’ordinanza, la proprietara intanto sta confezionando quattro pacchetti e noi siamo lì che attendiamo senza fretta, lei chiede per comprare un panettone artigianale la prop le risponde che adesso da chilo non ne ha le son rimasti quelli da 750, da chilo vengono pronti domani e la sciura dice che lo vorrebbe domani mattina e la prop a dirle e a cercare di farle capire che se lei li cuoce domani mattina deve aspettare che si raffreddino e la sciura a ribadire ma allora però non nel pomeriggio già buio un po’ sul presto e qui scatta lo sguardo quasi disperato della prop che guardando noi per non mandarla a quel paese cerca di trovare uno sguardo normale e non quello della sciura non po’ stordita che continua il suo vaneggiamento sul peso del panettone…no, perchè siamo in dodici da un chilo basta? la prop le dice che è un po’ poco forse è meglio due da 750 e lei imperterrita ma non ne può fare uno più grande (e qui secondo me poteva scattare una martellata sulle palle se le avesse avute, io e marito stavamo per dirle noi che non si può) la prop. per l’ennesima volta le ridice che la misura più grande nel forno è da un chilo che altrimenti si brucia fuori rimanendo cotto male dentro….ah allora dice che da chilo è poco? (sììììììììì ti ha detto che è poco!!!!!!!) beh allora si segna il nome? la prop mentre continua con i pacchetti le dice che comunque deve aspettare perchè ci siamo prima noi…lei aspetta un po’ mentre vaneggia ancora sul fatto che sono in dodici e c’è un altro dolce, poi dice che deve controllare l’auto e boh non è più tornata, ma penso che una cliente così forse è melgio perderla che trovarla.

La sciura in questione mi ricorda molto una signora che nell’altro secolo incontrai in una nota gastronomia del centro dove aveva ordinato l’intera cena della vigilia dall’antipasto al secondo, mi erano persino venuti i dubbi che fosse capace di accendere un fornello.

In questo posto è la prima volta che vado ne avevo sentito parlare bene, ma per via del parcheggio un po’ difficoltoso non mi ero mai fermata oggi l’ho fatto e ne sono rimasta molto contenta.

 

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11 pensieri riguardo “…parsimonia o ocaggine?

  1. Probabilmente, la seconda che hai detto.
    Ce ne sono, di oche in giro, con e senza visone…
    E voi, su quali dolci artigianali vi siete ‘fiondati’?

  2. Miii… lavorare col pubblico ti porta ad avere un sacco di pazienza altrimenti poi chiudere bottega, nel vero e proprio senso letterale del termine !

  3. terribile! certe clienti sono veramente ore di paradiso maturate in terra, da quanto non ti ascoltano, da quanto non va bene niente, da quanto fanno perdere tempo inutilmente….
    (OT: ti ho pensato, alla recita la quarta ha declamato la Notte Santa, però quattro versi a testa, eh!)

  4. @Ely…davvero e pensa che ogni tanto quando penso di aver raggiunto l’apice assisto a qualche scena ancora più assurda

    @Reganisso…ahahah se ce la fa schiaccerà il puilsante elettrico

    @Annika….non so forse è andata a cercare un altro panettone, io e Marito non riusciamo nemmeno ad immaginarlo tagliato in dodici fette è impossibile!
    @Trilly…una volta ne ho mangiato uno, ma è stata una delusione dovrò rimediare e cercare il posto giusto
    @Paluca…sì il Marito è in ferie sino al 29 dicembre….non ho scritto altri miei premi li riservo per il dopo natale
    @Soleil..la prop. è stata di una calma degna del miglior monaco buddista, ma la vedevi che parlava
    al pelo del visone.
    OT: poveri bambini! e poveri genitori!

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