imprevisti-natalizi-il-cappone

La vigilia di Natale è stata animata da alcuni fuori programma.

Agrimonia ed il cappone.

Ore 8,40 Agrimonia varca l’ingresso del supermercato con passo spedito e sorriso smagliante, guidando con velocità e destrezza il suo carrello si piazza davanti al banco carni dove fanno bella mostra di sè i vari volatili pronti per il consumo natalizio. Lei il giorno prima si era preparata la lista con i vari ingredienti per preparare un cappone ripieno alle castagne che sarebbe rimasto impresso nella memoria del parentado.

Arriva il suo turno ed indica il cappone che le sembra idoneo poi con voce soave e gentile chiede se lo possono disossare.

"No, mi dispiace"

TERRORE

"E… come mai? dovevo prenotarlo?"

"No, perchè è un lavoro lungo e non lo facciamo"

Agrimonia rivede come ad un rallentatore sua madre, donna di altro stampo che sgozza polli e prepara la carne per lei e suo fratello, lei che non si avvicina al pollaio nemmeno per raccogliere le uova.

Il viso dolce di Agrimonia si tramuta in  un espressione schifiltosa e chiede se almeno il cappone è pulito, il ragazzo risponde che all’interno c’è solo il cuore ed il fegato. Lei sente un calore salirle dalla gola e lo sguardo disperato si rivolge in direzione tacchinella, ma ecco che la ragazza del bancone la guarda con comprensione " prendi i guanti da chirurgo infili la mano e togli è facile ed almeno non tocchi quella roba lì"

Tra donne si sa ogni tanto la complicità salta fuori.

Agrimonia forte ed indomita prende comunque il suo cappone, non sarà certo un gallo castrato a fermarla ed a farle cambiare il menù. Acquista tutto quello che le serve ed esce dal super dopo aver strisciato come bancomat mezza rata di mutuo.

Nel pomeriggio arriva il momento fatidico, da una ricerca su google ha stampato una pagina "come si disossa un pollo" certo sua madre lo fa sempre, ma poi il rovescio della medaglia sarebbe stato che quella donna l’avrebbe sempre detto per tutti i futuri natali e che lei sarebbe stata quella che era corsa dalla mamma con il cappone l’alternativa era di lasciarlo con le ossa, ma non sarebbe stata la stessa cosa.

Agrimonia affila i coltelli, indossa i guanti e dopo aver spedito il Marito a comprare l’ananas e incatenato The prince alla ps2 si accinge a "squartare" il cappone, alla prima metà si ritrova in maglietta per il caldo semi disperata e già s’immaginava al super a comprare un’altro cappone. Dopo essersi fatta mezzo bicchiere di birra fresca  riprende nuove forze e complici i vari libri di thriller ecco che dopo un’ora il pennuto giace sul piano di lavoro aperto e senza ossa pronto ad essere riempito, ricucito e cotto.

Brava Agrimonia chi la dura la vince.

La soddisfazione è stata grande quando ho presentato il cappone in tavola e trionfante ho detto che l’avevo disossato io, la madre ha subito detto che avrei potuto portarlo a casa sua ed io le ho semplicemente fatto notare che non potevo certo contare sempre su di lei.

Continua….

8 pensieri riguardo “imprevisti-natalizi-il-cappone

  1. oddio ti immagino li davanti al culo del pollo castrato, birra in una mano, coltellaccio nell’altra, e sguardo schifatissimo… ROTFL!

  2. “MAFFIGURATI MAMMA, NON è STATO POI COSì COMPLICATO…” giusto? … HI HI HI ^_^

  3. @Orka alla fine di tutta l’operazione cappone la bottiglia da 66 di birra era finita ^_*
    @Reganisso non potevo dargli quella soddisfazione…ma che fatica!!!

  4. ma sei stata bravissima!! complimenti!!
    no, no io non ho cucinato per Natale, mio suocero ha disossato e pulito la tacchina, mia suocera ha cucinato il ripieno e poi cucito il tutto e cotto in forno…

  5. tanto era già castrato…di peggio non gli poteva capitare…se non la collezionista d’ossa.

    goodyear

  6. Bravissima!! Se fosse toccato a me, avrei ripiegato su un normale arrosto… (perché in cucina, ma non diciamolo in giro, sono un po’ una schiappa… quasi come sulla neve!)
    Ciao!

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