Il cellulare squilla con le note de "gli ostacoli del cuore"

Io "Ciao! come va?"

Marito "Amore sono un po’ in ritardo per via della riunione con il capo"

Io "eh eh questi briffing "

Marito "un quarto d’ora ed arrivo"

P A N I C O….il mio sguardo si rivolge al vuoto della cucina

Marito "Oggi mangio a casa!"

Aggrappandomi ad un barlume di speranza:

" ma ma non dovevi giocare a tennis?"

Marito "azz!….hai ragione mi ero dimenticato corro al campo"

Io "ciao"

Marito "cia…"

Clik

Bhe meno male era la sua di memoria ad avere avuto un vuoto oraganizzativo, ok adesso mi rimetto a cazzeggiare tranquilla

orgogliosa-di-me-cronaca-di-una-eviscerazione

Ieri scrissi delle  due orate ancora intere giacenti in cucina.

Dopo il primo attimo di smarrimento ho calcolato che:

 Il Marito ed il principino sarebbero tornati alle venti e quindi non potevo delegare al Marito tale compito, causa cenare alle ventuno.

Che non avevo voglia di uscire per andare a comprare alternative per cena.

Che le avevo pagate 16 euro e non volevo rischiare di buttare nell’immondizia quel piccolo capitale.

Così dopo la mia ricerca in internet con immagini esplicative eccomi a faccia e pinne con l’orata, che mi guardava incoraggiandomi.

Il primo passaggio mi vede già quasi disperata: non ho i guanti! ma poi ecco che lo sguardo mi cade sui sacchetti della frutta che riciclo per mia madre! ideona userò loro e così mi accingo con la forbice ad incidere la pancia, taglio e poi infilo la mano guantata dentro la pancia e  sorpresa! pensavo che mi facesse più schifo certo non ho fatto salti di gioia, ma sinceramente pensavo di sentire più odoracci probabilmente era la prova che il pesce era veramente freschissimo. Così rincuorata mi accingo ad eviscerare anche la seconda per poi farcirle di erbette e preparare una bella copertina di sale.

La cosa bella è che poi a cena me la sono gustata senza nessun problema che dire! ormai mi sto avviando a diventare una semi casalinga meno disperata e più completa.

Piccola nota sul pescivendolo: Sono padre e figlia, vengono al mercato settimanale, lei è di una dolcezza e gentilezza che non eguali, lui è di poche parole è l’uomo di fatica nel senso che cucina il pesce fritto (slurp) pulisce e sistema le cassettine, una volta gli dissi che io sono totalmente analfabeta in fatto di pesce e non so riconoscerne la freschezza dagli occhi o cose simili, lui con l’aria da padre di famiglia mi disse che  il loro lavoro è improntato sulla fiducia e che tante persone che si vantano di conoscere il pesce sono i primi che invece sparano cavolate, quella volta c’era anche il principino con me lui che adora le orate le guardava estasiato e l’uomo gli ha chiesto se sapeva il perchè del nome dopo avergli spiegato il significato gli ha anche detto come riconoscere quelle allevate da quelle pescate. Da allora il pricipino controlla se sono orate vere o finte