San martino

La nebbia a gl’irti colli

Piovigginando sale,

E sotto il maestrale

Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo

Dal ribollir de’ tini

Va l’aspro odor de i vini

L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi

Lo spiedo scoppiettando:

Sta il cacciator fischiando

Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi

Stormi d’uccelli neri,

Com’esuli pensieri,

Nel vespero migrar.

E’ giunto il momento anche per il principino di cimentarsi con San Martino, come lo è stato per tutti noi.

carducci

7 pensieri riguardo “San martino

  1. ma è piccolo ancora!
    non vorrai mica sottoporlo all’infame tortura della poesia di natale in piedi sulla sedia vero?
    povero cucciolo che poi mi resta traumatizzato! ^_^

  2. Anch’io aiuto mio figli ad imparare le poesie …….
    ne ho imparate più ora che quando ero io a scuola……

    Ciao!

  3. Orka il principino frequenta la quarta elementare e San Martino è nel programma di italiano, non sono una mamma così snaturata 😉 ne avrei fatto a meno perchè vuol dire andare avanti un paio di giorni a sentire sempre la solita litania arrghhh!!!

  4. è che io a quella ci son arrivata solo alle superiori (e ringraziamo fiorello, che avendola messa in musica l’ha fatta impararea tutti :p)

    alle elementari per me c’era quasimodo:

    E come potevamo noi cantare
    con il piede straniero sopra il cuore,
    fra i morti abbandonati nelle piazze
    sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
    d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
    della madre che andava incontro al figlio
    crocifisso sul palo del telegrafo?
    Alle fronde dei salici, per voto,
    anche le nostre cetre erano appese,
    oscillavano lievi al triste vento.

    a ben pensarci in effetti forse “la nebbia agli irti colli” è meglio :p

I commenti sono chiusi.